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Scelte vecchie

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“Il nucleare e' una scelta vecchia a tal punto che molti paesi europei, come Germania Spagna, Olanda e Svezia, hanno deciso di chiudere con il nucleare ed avviare una politica basata sul risparmio e l'efficienza energetica, sulle rinnovabili e sulle nuove tecnologie legate all'idrogeno”.

Secca la replica di Angelo Bonelli, esponente dei Verdi alle parole di Berlusconi sul ritorno al nucleare dette oggi durante l’intervento al Senato. L'Italia, ricorda ancora Bonelli, dovrebbe essere “all'avanguardia su queste nuove tecnologie anziche' fare una battaglia di retroguardia con una politica vecchia e pericolosa”. Per l’energia atomica non sono ancora stati risolti “i problemi dei costi: verrebbe infatti a costare – precisa agli italiani decine e decine di miliardi di euro, della sicurezza e soprattutto delle scorie". 

Anche Legambiente è intervenuta per criticare le parole del premier. “Sulle scelte energetiche Berlusconi parla una lingua antica. Dobbiamo capire se in fatto di energia si vuole investire sul futuro o tornare al passato”, ha detto il presidente nazionale Vittorio Cogliati Dezza. Il nucleare sarebbe un costoso ritorno al passato, ha aggiunto Cogliati, “il futuro energetico dell'Europa si chiama eolico, solare, fotovoltaico, efficienza energetica, alternative che possono coprire ben oltre il 5% del fabbisogno indicato da Berlusconi”.

Bastino gli esempi di Spagna e Germania, fa notare Legambiente, “paesi in cui le rinnovabili hanno conosciuto in questi ultimi anni uno sviluppo poderoso tale da competere con le fonti tradizionali. L'Italia - conclude il presidente dell'associazione - ha bisogno di risposte immediate in grado di coniugare subito le esigenze energetiche con la lotta all'effetto serra e il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto”.

Anche i radicali hanno criticato i propositi di Berlusconi: “La scelta indispensabile in materia di energia che il nostro paese deve fare e' ridurre la dipendenza dall'esterno, oggi superiore all'85%”, ha detto la deputata Elisabetta Zamparutti. “Il nucleare non risolve, anzi aggrava il problema della dipendenza energetica del nostro Paese e, peggio ancora, ci sottopone ad un pericolosissimo ricatto politico da parte di paesi totalitari ed illiberali come Russia, Iran, Arabia Saudita e alcuni paesi africani che sono i principali possessori di risorse energetiche come gas, petrolio e uranio”.

Emergenza cibo

Wed, 05/14/2008 - 10:00

"Obiettivo positivo oppure, come dicono alcuni 'no global' un crimine contro l'umanità? Secondo me non sono un'idea giusta". Si pone la domanda e si risponde così, con un sostanziale "no" ai biocarburanti, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, nella prima conferenza stampa tenuta al termine di un vertice dei ministri economici della Ue durante questa nuovo mandato di governo.

"Dobbiamo domandarci se i biocarburanti sono un obiettivo positivo oppure se l'uso dei cereali e del mais, in questo momento, per la produzione di carburanti è, come sostengono alcuni 'no global' un crimine contro l'umanità - ha detto Tremonti -. Bisogna riflettere e discutere, siamo di fronte ad un bivio e forse, in termini di umanità, di globalità, la risposta è che ora questa non è un'idea giusta".

Sull’emergenza cibo si è espressa anche Marina Ponti, direttrice per l'Europa della Campagna per il Millennio dell'Onu. “Sebbene annunciata da molti rapporti, si e' presentata in modo piu' esplosivo, rapido e potente, e allontana il raggiungimento degli obiettivi del Millennio, soprattutto il primo, che e' quello di dimezzare il numero delle  persone che soffrono la fame entro il 2015''.

''Finora, le politiche adottate dai governi in questa direzione sono state limitate e inadeguate - ha aggiunto Ponti - siamo di fronte ad un'emergenza reale, per la quale in molti Paesi si stanno gia' facendo passi indietro rispetto ai progressi compiuti in questi anni, al punto che oltre all'emergenza umanitaria si e' aggiunta un'emergenza di ordine pubblico''.

Balena in vista

Wed, 05/14/2008 - 10:00

Sui monitor della plancia di comando di una nave che entra nel Santuario dei Cetacei potrebbe arrivare un allerta per la presenza di un gruppo di balenottere o di capodogli, e il comandante del traghetto o della petroliera potra' modificare la rotta evitando disagi e soprattutto collisioni.

Il progetto è stato curato dalle Universita' di Genova, Torino e Montpellier, è ancora in fase sperimentale e si basa sull'intreccio di dati rilevati con sensori in mare e dal cielo con modelli sul funzionamento dell'ecosistema. Illustrato da Maurizio Wurtz, del dipartimento biologia dell' ateneo genovese, il sistema viene messo a punto anche con l' ausilio di una squadra di 12 ricercatori che solcano le acque del Santuario (prima area protetta d'alto mare, compresa tra Costa Azzura, Sardegna, Arcipelago Toscano e Liguria per oltre 8 milioni di ettari), a bordo di un gommone d'altura dotato di sofisticati sistemi di rilevamento per immagazzinare dati e implementare modelli sul funzionamento dell'ecosistema.

Il risultato del progetto, che conta su finanziamenti Ue, sara' a disposizione dei gestori del Santuario, di autorita' portuali, amministrazioni locali e compagnie di navigazione.  ''Se l'industria tecnologica e l'armamento colgono la sfida e trovano ulteriori risorse - ha spiegato Wurtz - avremo uno strumento unico, molto sofisticato, che oltre a ridurre l'impatto sui cetacei e su un ecostistema delicato come il nostro avra' ricadute anche sulla ricerca''.

Nuovi vertici

Wed, 05/14/2008 - 10:00

Il nuovo Consiglio di Amministrazione CONAI ha nominato con mandato triennale Piero Perron, presidente di Heineken Italia, nuovo Presidente del CONAI - Consorzio Nazionale Imballaggi, e affidato il ruolo di Vicepresidenti a Piero Capodieci e Giuseppe Cerroni.

La linea di attività della nuova Presidenza, informa una nota di Conai, sarà orientata principalmente a consolidare lo sviluppo delle attività di raccolta differenziata urbana e l’avvio a riciclo degli imballaggi, sostenendo particolarmente le Regioni in ritardo sugli obiettivi di legge.

Il 2008 rappresenta un anno particolarmente significativo per il Consorzio, che già ha raggiunto con un anno di anticipo gli obiettivi di legge: nel  2007 infatti il recupero degli imballaggi immessi al consumo ha sfiorato il 70% (67,7%). Di questo, la quota di riciclo raggiunge il 57,1%, mentre il recupero energetico tramite termovalorizzazione, il 10,6%. In termini di volumi, delle 12 milioni e 452 mila tonnellate immesse al consumo, ne sono state quindi recuperate quasi 8,5 milioni.

Il recupero complessivo supera così di quasi 8 punti percentuali gli obiettivi previsti dalla normativa nazionale ed europea al 2008 e il riciclo segna incrementi particolarmente significativi per carta (+7,8%), alluminio (+7,7%) e plastica (+ 6,3%). Con il riciclo del vetro giunto al 60% e quello dell’alluminio al 51,4%, nel 2007 tutti e sei i materiali raggiungono di fatto gli obiettivi di riciclo stabiliti per legge con un anno di anticipo.

Dopo oltre dieci anni di attività, CONAI si conferma dunque un sistema capace di supportare la crescita di una gestione ecosostenibile dei rifiuti nel Paese: sono quasi 7.000 i Comuni convenzionati sulla base dell’Accordo nazionale stipulato con l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) per lo sviluppo della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio, per un totale di 55.000.000 di cittadini serviti e quasi 500 le piattaforme diffuse sul territorio per il ritiro e l’avvio a riciclo degli imballaggi secondari e terziari.

Alta concentrazione

Wed, 05/14/2008 - 10:00

La concentrazione di CO2 nell'atmosfera ha raggiunto il record di tutti i tempi. I livelli mondiali di anidride carbonica non sono stati mai cosi' alti da almeno 650.000 anni.

Il dato, che conferma l'andamento contenuto in alcuni studi, arriva dalle cifre dell'US National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), l'agenzia federale statunitense che si occupa dello stato del clima, degli oceani e dell'atmosfera.  I dati sono stati raccolti dall'osservatorio di Manua Loa, nelle Hawaii.

Gli scienziati della Noaa hanno rilevato che i livelli di CO2 presenti attualmente nell'atmosfera ammontano a 387 parti per milioni (ppm): quasi il 40% in piu' dai tempi della rivoluzione industriale e addirittura i livelli piu' alti degli ultimi 650.000 anni.  Il tasso medio di crescita annua di CO2 registrato dall'osservatorio di Manua Loa nel 2007 e' di 2,14 ppm: il quarto anno sugli ultimi sei in cui si verifica un tasso superiore a 2 ppm.

Dal 1970 al 2000 la concentrazione e' aumentata di circa 1,5 ppm ogni anno, mentre dal 2000 la crescita media riscontrata e' di oltre 2,1 ppm. ''Stiamo gia' assistendo agli impatti dei cambiamenti climatici e la portata di tali impatti continuera' ad accelerare, fino a quando non decideremo di fare qualcosa al riguardo'', ha detto al quotidiano inglese, The Guardian, Martin Parry, climatologo inglese e co-presidente dell'Ipcc, il Comitato intergovernativo sui mutamenti climatici vincitore del premio Nobel per la pace nel 2007.

Vaticano solare

Tue, 05/13/2008 - 10:00
Il solare sbarca in Vaticano. Nel corso dell'estate 2008, infatti, verra' messo in opera un impianto fotovoltaico che sostituira' la copertura in cemento della Aula Paolo VI, nota anche come Aula Nervi, con circa 2400 moduli solari costruiti appositamente per rispettare la struttura a volta dell'Aula. L'impianto consentira' la produzione di 315 mila kilowatt di energia pulita all'anno. Lo rende noto la societa' tedesca SolarWorld Ag che ha deciso, nel contempo, di rafforzare la sua presenza sul mercato italiano.  ''Il mercato italiano dell'energia solare ha un elevatissimo potenziale di sviluppo'' sottolinea Frank Asbeck, presidente dell’azienda, illustrando la decisione strategica di puntare sull'Italia con l'obiettivo di farla diventare uno dei suoi mercati di riferimento, unitamente ad Usa e Spagna. In occasione della partecipazione alla fiera 'Solarexpo 2008', che si terra' dal 15 al 17 maggio a Verona, SolarWorld si presentera' sul mercato nazionale: con i suoi stabilimenti in Germania e negli Stati Uniti, l'azienda tedesca e' uno dei tre nomi piu' importanti dell'energia solare a livello mondiale. Sullo sviluppo del mercato italiano le stime di SolarWorld sono molto positive: ''Alla presa di coscienza collettiva sull'importanza delle energie rinnovabili e del risparmio energetico, molto forte nel vostro Paese, si aggiunge l'impegno dichiarato del nuovo Governo e il notevole ritorno economico che l'installazione di pannelli fotovoltaici consente grazie al Conto Energia'' sottolinea Asbeck.

Aereo solare

Mon, 05/12/2008 - 10:00

Il primo volo dell'aeroplano solare ad emissioni zero è avvenuto nel simulatore di Dubendorf, cittadella svizzera nei pressi di Zurigo. I test di volo reale inizieranno nel 2009 mentre il giro del mondo dell'aereo solare e' in programma per il 2011.

L'aereo ha un'apertura alare di 60 metri sulla quale sono sistemati i 200 metri quadrati di pannelli fotovoltaici necessari al volo e dovrebbe riuscire a realizzare l'impresa del ''volo perpetuo'' senza alcun inquinamento: decollo e volo diurno e notturno utilizzando esclusivamente l'energia solare.

La velocita' prevista attualmente e' di 70 km/orari, ma potrebbe  aumentare durante la costruzione del modello. I due piloti, Bertrand Piccar e Andre' Borschberg, fino a venerdi' 16 maggio, si daranno il cambio ogni 25 ore di volo, per testare e cercare di risolvere eventuali problemi che potrebbero insorgere durante il volo grazie ad un simulatore di ultima generazione che offre condizione molto vicine alla realta'. I due piloti osserveranno le reazioni del velivolo da 5 schermi panoramici.

Sara' inoltre possibile seguire da casa il 'volo' in diretta on line, inviando, in diretta, commenti e domande sia al team di  controllo a terra che ai piloti, conoscendo in tempo reale, posizione, altitudine, velocita' e riserva di carica delle batterie.

Il riciclo del frigo

Mon, 05/12/2008 - 10:00

Oltre 2.000 tonnellate di rifiuti ricavati dai grandi elettrodomestici sono state avviate al riciclo in tutta Italia negli ultimi tre mesi. E' questo il primo bilancio dell'attivita' intrapresa da Ecodom, consorzio volontario per il recupero e riciclaggio degli elettrodomestici, fondato nel 2004 dai piu' importanti produttori del settore. 

Per inaugurare il secondo trimestre di lavoro, il consorzio ha presentato oggi il progetto nazionale 'Porte aperte Ecodom', iniziativa che prevede visite guidate presso otto dei 14 impianti di smaltimento utilizzati. Gli open day inizieranno mercoledi' 14 maggio al sito di Volpiano, in Piemonte, e sono dedicati a interlocutori istituzionali, associazioni ambientaliste e dei consumatori.

''Lo scopo del nostro lavoro - ha detto Giorgio Arienti, direttore generale del consorzio - e' riciclare le materie prime e al tempo stesso non inquinare, recuperando i gas Cfc presenti in questi rifiuti''.

Nei primi tre mesi, i partner di Ecodom hanno effettuato 910 ritiri in tutta Italia, per un totale di 2.132 tonnellate di grandi elettrodomestici a fine vita avviati al riciclo. Di questo quantitativo, il 50 per cento proviene da tre regioni, Veneto, Piemonte e Lombardia: a quest'ultima spetta  il primato di riciclo, pari al 18 per cento del totale nazionale.

Non dimenticare

Mon, 05/12/2008 - 10:00

E' on line sul sito dell'Unci il libro che rievoca la vita e l'impegno di tutti i giornalisti italiani che nel dopoguerra sono stati uccisi o feriti per la loro fedelta' all'imperativo etico professionale di riferire la verita' sostanziale dei fatti. Il libro, in formato Pdf, puo' essere letto e scaricato tutto intero o per capitoli.

La pubblicazione e' stata presentata sabato 3 maggio in Campidoglio nella 'Giornata dei giornalisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo' organizzata dall'Unione Nazionale Cronisti Italiani, d'intesa con Fnsi e Ordine dei giornalisti, in concomitanza con la Giornata mondiale della liberta' di stampa.

Il libro, scritto da 18 cronisti,  ricorda i colleghi vittime della violenza, a partire  dagli 11 di mafia, camorra e terrorismo: Giuseppe Alfano, Carlo Casalegno, Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giuseppe Fava, Mario Francese, Peppino Impastato, Mauro Rostagno, Giancarlo Siani, Giovanni Spampinato, Walter Tobagi.

Poi i  giornalisti uccisi all'estero o in Italia in circostanze diverse: Ilaria Alpi, Enzo Baldoni, Ezio Cesarini, Raffaele Ciriello, Eugenio Colorni, Maria Grazia Cutuli, Almerigo Grilz, Gabriel Gruener, Marco Luchetta, Enzio  Malatesta, Carlo Merli, Carmine Pecorelli, Guido Puletti, Antonio Russo e poi  Graziella De Palo e Italo Toni scomparsi in Libano. Quindi gli  operatori televisivi Dario D'Angelo, Miran Hrovatin, Alessandro Ota e  Marcello Palmisano e Maurizio Di Leo, tipografo ucciso ''per errore'' dai  Nar.

Infine i colleghi ''gambizzati'' dai terroristi: Vittorio Bruno,  Nino Ferrero,  Antonio Garzotto, Indro Montanelli, Guido Passalacqua, Franco Piccinelli, Emilio Rossi e  Giancesare Flesca e Giuliana Sgrena feriti all'estero. Sono inoltre pubblicate le foto della Giornata del 3 maggio cui hanno partecipato decine di familiari dei giornalisti colpiti. Il sito, realizzato e gestito da Lorenzo Grassi, presenta tutta l'attivita' compiuta dall'Unci a difesa del diritto-dovere di cronaca e a sostegno dei cronisti nel loro impegno quotidiano.

Alto tasso

Mon, 05/12/2008 - 10:00

In Italia nel 2005 sono state rilasciate nell'atmosfera 2 tonnellate per abitante di CO2 attribuibili al trasporto stradale, mentre il tasso di motorizzazione (numero di autovetture ogni 1.000 abitanti), nell'anno 2006, e' stato pari a 598,4: uno dei piu' elevati al  mondo. I dati emergono dalle ''100 Statistiche per il Paese'' rese note dall'Istat.

A livello europeo l'Italia e' uno dei massimi produttori europei di CO2 da trasporto stradale: e' superata solo dalla Germania e dalla Francia, ed ha un valore molto  simile a quello del Regno Unito. Il tasso di motorizzazione in Italia e' passato da 501 autovetture ogni 1.000 abitanti nel 1991 a 598,4 nel 2006, con un incremento medio annuo pari all'1,3 per cento.

La regione che presenta il valore piu' alto in termini di tonnellate di CO2 da trasporto su gomma emesse e', nonostante le piccole dimensioni, la Valle d'Aosta  (5,3 tonnellate per abitante). Segue l'Abruzzo, con 2,9 tonnellate per abitante.

La Valle d'Aosta e' anche la regione con il piu' alto tasso di motorizzazione: si registra infatti addirittura la presenza di 1.061 veicoli ogni 1.000 abitanti, quasi il doppio della media nazionale, con un numero di vetture circolanti superiore alla popolazione residente.  Tornando alle emissioni di CO2 da trasporto stradale, al Nord, dopo la Valle d'Aosta, si registrano i valori piu' alti in Liguria (2,7), Piemonte (2,4) e Friuli-Venezia Giulia (2,4), mentre Lombardia (1,7), Veneto (2,0) e Emilia-Romagna (2,1) sono quelle con le emissioni piu' basse.

Al Centro, Umbria (1,7) e Lazio (1,8) si collocano al di sotto della media nazionale. Nel Mezzogiorno, dopo l'Abruzzo, si collocano la Calabria (2,3) e il Molise (2,1), mentre valori piu' contenuti si rilevano in Basilicata,  Puglia, Campania (1,7) e, soprattutto, Sardegna (1,4 tonnellate per abitante). Le differenze esistenti tra le diverse regioni italiane - sottolinea l' istituto di statistica - sono correlate alla quantita' di mezzi di trasporto che transitano nella regione: i valori piu' alti si hanno nelle regioni transfrontaliere dove vi sono i varchi verso le altre nazioni europee.

La Valle d'Aosta, con la presenza del traforo del Monte Bianco che collega l'Italia con la Francia, risulta essere la regione piu' penalizzata. Di contro il valore piu' basso in assoluto si ha in Sardegna, che data la sua perifericita' geografica, non presenta un grosso traffico da mezzi di trasporto.  Per quello che riguarda il tasso di motorizzazione, in tutte le regioni dell'Italia centrale si registrano valori superiori a 600, insieme a Piemonte, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Abruzzo. Le restanti regioni italiane si collocano al di sotto del livello medio, con il tasso minimo in Liguria (513 autovetture ogni 1.000  abitanti).

Fondi rinnovabili

Mon, 05/12/2008 - 10:00

Via libera al Programma operativo multiregione 2007-2013 sulle Energie rinnovabili e il risparmio energetico, avviato nell'ambito dell'obiettivo Convergenza e cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR).  Il 20 dicembre 2007 la Commissione europea ha approvato il programma operativo multiregione  Energie rinnovabili e risparmio energetico' per le regioni italiane di Puglia, Campania, Calabria e Sicilia relativamente al periodo 2007-2013.

Il programma rientra nel quadro dell'obiettivo Convergenza e  gode di una dotazione complessiva di circa 1,6 miliardi di euro. Il finanziamento comunitario per le regioni italiane, che sarà attivato attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), ammonta a circa 803 milioni di euro, pari a circa 2,8% dell'investimento complessivo dell'Ue destinato all'Italia nel contesto della politica di coesione per il 2007-13.

L'obiettivo del programma e' quello di accrescere la presenza di fonti energetiche rinnovabili nell'ambito dei consumi energetici ed assicurare una maggiore efficienza energetica. Sono molte le ricadute che si attendono dal programma: l'aumento della quota di energie rinnovabili nell'ambito del consumo energetico (dal 4,7% nel 2006 al 6,1% nel 2013); un incremento del risparmio energetico (1250 coefficienti di energia termoelettrica - tep).  Si potra' determinare una notevole riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (1 megaton CO2/anno); insieme a una contrazione significativa della dipendenza dai combustibili fossili e dalle importazioni energetiche. E verranno creati almeno 7.400 posti di lavoro.

Il programma operativo si articola in tre priorita': produzione energetica da fonti energetiche rinnovabili (circa 48,5% del finanziamento complessivo); risparmio energetico e ottimizzazione del sistema eneretico (circa il 47,5% del finanziamento complessivo); assistenza tecnica (circa 4,0% % del finanziamento complessivo).

Nel primo caso si mira allo sviluppo di moduli integrati di fonti energetiche rinnovabili; alla promozione e al sostegno dell'uso delle energie rinnovabili nelle strutture e negli edifici pubblici; alla realizzazione di esperimenti sulle potenzialita' delle fonti energetiche rinnovabili; allo sviluppo di modelli e azioni per aumentare la produzione di energia rinnovabile al fine di promuovere il valore ambientale e naturalistico delle regioni in oggetto.

Nell'ambito della seconda priorita' verra' prestata  particolare attenzione allo sviluppo di sistemi avanzati per il risparmio energetico nelle strutture e negli edifici pubblici; al miglioramento dell'infrastruttura della rete dei trasporti, compresa la promozione delle fonti energetiche rinnovabili nella  generazione combinata di calore e elettricita'; alla sensibilizzazione, sviluppo di competenze e promozione del consenso sociale in termini di energie rinnovabili e di risparmio energetico.

La terza priorita' infine  intende portare avanti la ricerca sulle potenzialita' energetiche e coadiuvare il programma in termini di gestione, strategia e comunicazione. L'autorita' di gestione individuata e' la direzione generale programmazione della Regione Puglia.

Stop al nucleare

Fri, 05/09/2008 - 10:00

Intesa Sanpaolo, in accordo con le altre banche partecipanti, ha deciso di sospendere la linea di credito di 800 milioni di euro a favore di Slovenske Elektrarne, società elettrica slovacca controllata da Enel, finalizzato tra l’altro ai lavori di completamento della centrale nucleare di origine sovietica di Mochovce. Un brutto tiro per Enel che aveva annunciato tempo fa il finanziamento, sollevando le proteste di diverse ong.

La decisione è stata comunicata dal responsabile CSR di Intesa Sanpaolo, Valter Serrentino, a Greenpeace, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale (CRBM) e alle altre organizzazioni che da tempo contestano il progetto di completamento dei due reattori nucleari slovacchi di Mochovce, perché basati su una tecnologia obsoleta e pericolosa, che non rispetta gli standard di sicurezza europei. La notizia è riportata dal sito www.rsinews.it.

Nella lettera, Serrentino scrive: “Siamo convinti che una grande banca come Intesa Sanpaolo abbia precise responsabilità non solo per il suo ruolo di intermediario finanziario ma più in generale per come svolge la propria attività e per gli impatti che può generare anche in ambito sociale e ambientale. Per questo ci siamo impegnati a tenere nella massima considerazione le istanze che ci provengono dalla società civile e a mantenere relazioni trasparenti con tutti i nostri stakeholder”.

Il pool di banche ha deciso un approfondimento della questione, il cui termine è previsto entro la fine di maggio, in particolare per quanto riguarda “l’aderenza del finanziamento agli Equator Principles e alla normativa europea”, prendendo “in considerazione tutte le domande e critiche espresse da Greenpeace e dalle altre organizzazioni ambientaliste. “Secondo quanto emergerà, Intesa Sanpaolo deciderà la propria posizione. Fino a quel momento, il finanziamento non sarà operativo per lo scopo relativo alla realizzazione della centrale”.

Secondo CRBM, la decisione di Intesa Sanpaolo rappresenta “un importante passo in avanti e un'assunzione di responsabilità da parte del gruppo bancario italiano e delle altre banche coinvolte. Un segnale forte anche per l'Enel, alla quale le organizzazioni della società civile che seguono la campagna internazionale chiedono di rivedere radicalmente la propria posizione rispetto all'energia nucleare, iniziando dalla rinuncia all'obsoleto e pericoloso impianto di Mochovce”.

Greenpeace afferma che “Slovenske Elektrarne ha comunicato di rinunciare al finanziamento di 800 milioni di euro per Mochovce. Enel/SE intende ora finanziare con proprie risorse il completamento dei reattori”. Il finanziamento a Slovenské Elektrárne, concesso da nove istituti bancari, era stato annunciato da Enel il 22 ottobre scorso, dichiarando che l’utilizzo della linea di credito sarebbe stato avviato a partire dal 2008.

Enel ha acquistato nel 2006 il 66% di Slovenske Elektrarne, produttore di energia nucleare, e per questo è stata automaticamente esclusa dagli indici azionari per l’investimento socialmente responsabile FTSE4Good, promossi nel 2001 dal Financial Times e dal London Stock Exchange

Aiuti bloccati

Thu, 05/08/2008 - 10:00

In Birmania il conto ufficiale dei morti, fornito dalla giunta militare, è arrivato a 22.980 e quello degli scomparsi a 42.119, ma solo a Labutta, città al centro del delta dell’Irrawaddy, ci sarebbero almeno 80 mila vittime. Ong americane danno una stima di oltre 100 mila morti, la più grande strage climatica “moderna”, dovuta in gran parte alla ignavia di un feroce regime militare, ossessionato dalla necessità di tenere il referendum (che doveva essere il 10 maggio in tutto il Paese e che è stato spostato al 25 nelle aree più colpite dal ciclone), che dovrebbe confermarlo al potere.

E’ sempre più evidente che la dittatura militare sia stata avvisata da più parti dell’arrivo di un ciclone micidiale: l’Indian Meteorological department (Imd), che segue tutti gli eventi climatici nel golfo del Bengala, aveva allertato la dittatura di Yangoon già a partire dal 26 aprile. L’avviso non era stato ignorato dal dipartimento di meteorologia del Myanmar che aveva lanciato un allarme sul suo sito il 27 aprile, ma internet è strettamente controllato dai militari e usato da pochissime persone, e il regime non ha fatto niente per diffondere questa informazione che avrebbe potuto salvare decine di migliaia di vite con l’evacuazione delle isole del delta dell’Irrawaddy e delle zone costiere colpite.

I media statali, che continuano a diffondere propaganda per votare “si” al referendum, hanno diffuso il primo allarme su Nargis solo quando questo aveva già raggiunto l’area intorno a Yangoon e spazzato via le prime baraccopoli. Per la leader dell’opposizione democratica, Aung San Suu Kyi, che è agli arresti domiciliari da anni, «le vittime del tifone hanno bisogno urgente dell’aiuto internazionale», ma la dittatura non vuole le Ong occidentali, accusate di essere le teste di ponte della Cia per appropriarsi di un Paese stretto alleato della Cina. Neppure i giornalisti sono graditi, perché cominciano a far passare da Yangoon le proteste della gente disperata che, ormai senza più niente da perdere, denuncia l’indifferenza delle autorità di fronte al disastro. Secondo diplomatici e giornalisti presenti a Yangoon sono i monaci buddisti a occuparsi in prima persona della rimozione dei detriti.

A Yangoon nessuno sa cosa è veramente successo nelle bidonville che la circondano e tutti sono alla ricerca di acqua potabile, ma la tragedia umanitaria è immensa nelle isole del delta non ancora raggiunte dagli elicotteri e sulle basse coste dell’Irrawaddy, spazzate via da onde di oltre 2 metri e dalle acque del fiume che allagano ancora 5 mila kmq.

Il governo militare ha nominato un ministro addetto a esaminare le domande di visto dei volontari delle Organizzazioni umanitarie straniere che vogliono portare aiuto alla popolazione, mentre l’Onu preme per poter fornire 22 tonnellate di aiuti urgenti bloccati in Thailandia, ma non è disposta a far gestire direttamente i 10 milioni di dollari di aiuti già disponibili.Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha esortato la dittatura birmana «a rispondere all’ondata di sostegno e solidarietà internazionale facilitando l´arrivo dei lavoratori umanitari e l’entrata delle derrate e materiale di soccorso in tutte le maniere possibili". La Francia ha chiesto che il Consiglio di sicurezza dell’Onu «imponga» alla giunta militare di lasciar passare gli aiuti internazionali, gli Usa hanno invitato la Cina a «usare tutta la sua influenza» per far ragionare i militari birmani. Il pericolo di epidemie è altissimo: secondo Medici senza Frontiere «dopo l’appello del governo per gli aiuti internazionali è essenziale che i visti d’urgenza vengano concessi e che i carichi di materiale di primo soccorso siano autorizzati a entrare nel Paese. Equipes di Msf sono in attesa da oltre 48 ore per venirci in aiuto nel delta».

L’assottigliarsi delle scorte di cibo ha fatto schizzare verso l’alto i prezzi di diversi beni di prima necessità, un fenomeno che sta per essere avvertito anche nel resto del mondo a causa dei danni alle coltivazioni birmane: il timore che le esportazioni siano inferiori alle previsioni ha fatto crescere ieri le quotazioni del riso per il quarto giorno consecutivo.

Diamanti etici

Thu, 05/08/2008 - 10:00

“In Africa c'e' un diamante a cui non e' concesso brillare. E' un bambino orfano di guerra”. E' questo lo slogan de 'Il Solitario' la nuova campagna sociale lanciata da Soleterre onlus per sostenere la gestione di 4 case famiglia a favore di 700 bambini orfani di guerra in Sierra Leone e Costa d'Avorio.

I due Paesi africani, spiega in una nota Soleterre, hanno conosciuto anni di guerra civile per lo sfruttamento delle risorse: diamanti, oro e cacao. Migliaia di bambini sono stati assoldati, tra l'latro, per cercare diamanti e combattere; bambini a cui la guerra ha tolto tutto: amputato braccia o gambe, accecato la vista e ucciso i genitori. A fianco di Soleterre e' scesa anche la Giolielleria Belloni di Milano che ha commercializzato in Italia la prima linea di diamanti etici denominata 'Etichal Diamonds'.

Le pietre sono estratte, lavorate e commercializzate nel pieno rispetto dei diritti umani e dell'ambiente e con una provenienza canadese certificata che esclude il coinvolgimento di minori nella ricerca e lavorazione dei diamanti, tutela non sempre garantita per altri brillanti come testimoniano i 700 bambini africani aiutati da Soleterre.

Una donna ministro

Thu, 05/08/2008 - 10:00
La prima donna ministro dell'ambiente e' Stefania Prestigiacomo, classe 1966. Una donna tra le protagoniste di quell' 'asse trasversale' delle deputate che porto' all'approvazione di due leggi importanti, contro la violenza sessuale e la pedofilia e che si e' battuta per le 'quote rosa'. Siciliana di Siracusa, dove e' nata nel 1966, Prestigiacomo e' appartenente ad una famiglia di imprenditori siracusani. La sua esperienza politica si apre con l'esordio del nuovo movimento politico di Berlusconi, Forza Italia, nel 1994. Alle elezioni politiche di quell'anno, infatti, la Prestigiacomo viene eletta alla Camera dei Deputati nella lista proporzionale del partito.
Due anni dopo, alle elezioni del 1996 e' stata rieletta alla Camera, stavolta col sistema maggioritario, nel collegio uninominale di Siracusa. In questi anni, di opposizione al governo dell'Ulivo, ha ricoperto l'incarico di vicepresidente del gruppo parlamentare di Forza Italia a Montecitorio, di componente della commissione Lavoro Pubblico e Privato e di membro del gruppo interparlamentare Italia-Spagna.
La sua carriera di deputato prosegue anche alle successive elezioni del 2001, quando si aggiudica nuovamente il seggio nel collegio di Siracusa: Berlusconi la sceglie come ministro per le Pari Opportunita', incarico mantenuto sino al 2 maggio 2006 con la fine del Governo Berlusconi III. E' stata tra i piu' giovani ministri della storia della Repubblica.  Il suo predecessore, l’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio si è detto soddisfatto che Berlusconi abbia deciso di mantenere in vita il ministero, evitando di accorparlo alle infrastrutture, e che a ricoprire il ruolo di responsabile del dicastero sia una donna. "E' un'idea che giudico positivamente", ha detto, aggiungendo che “molte volte le donne hanno attenzione maggiore all'ambiente. Insomma penso che possa essere un bene, vedo la cosa favorevolmente". Legambiente ricorda inoltre che Prestigiacomo “e' tra i firmatari del patto per l'ambiente che avevamo sottoposto ai candidati prima delle elezioni”. “Un patto che vede, fra i 13 punti centrali del documento - sottolinea Legambiente - la realizzazione delle infrastrutture utili, l'abbandonano definitivo dell'opzione nucleare, la partenza di una nuova stagione di demolizione degli ecomostri e per la legalita', l'introduzione dei reati ambientali nel codice penale, il rinnovamento dell'economia sfruttando la lotta ai cambiamenti climatici e l'investimento sulla qualita' culturale dei territori'. Ma, avverte Legambiente, “non si tratta di valutare l'operato di questo singolo ministro ma quelle che saranno le scelte del nuovo Governo in campo ambientale”.

Sans papier

Wed, 05/07/2008 - 10:00

Varie centinaia di persone hanno partecipato alla manifestazione indetta oggi da varie Ong per protestare contro la proposta di direttiva europea sul rimpatrio.

Nella piazza antistante il Parlamento europeo, a Strasburgo, dove i gruppi parlamentari hanno iniziato un serrato confronto sulla norma che sara' in votazione a giugno, i manifestanti hanno inneggiato contro la direttiva ''della vergogna'', che propone fra l'altro, un periodo massimo di detenzione per gli immigrati clandestini senza documenti di sei mesi, estendibili a 18.

Fra i manifestanti, che con striscioni e volantini hanno ricordato Ebenizer Sontsa, il giovane 'sans papier' originario del Camerun, suicidatosi in un centro di detenzione belga lo scorso primo maggio dopo un tentativo di rimpatrio forzato, vi erano numerosi europarlamentari del gruppo della Sinistra Europea e dei Verdi.

Bacchettoni

Wed, 05/07/2008 - 10:00

"Il Gay Pride è una manifestazione per i diritti civili. Identificarla, come ha fatto Alemanno, con una questione puramente e semplicemente sessuale significa denigrarla utilizzando l`arma dell`insulto e della calunnia solo  perché non si è in grado di confrontarsi con questi temi".

Lo ha detto Franco Grillini direttore di Gaynews, ai microfoni di Ecotv, rispondendo in modo polemico alle dichiarazioni del neosindaco di Roma, Gianni Alemanno, che ha detto di temere che il Gay Pride sia un fatto di “esibizionismo sessuale”, “ed io sono contrario a qualsiasi forma di esibizionismo, sia omosessuale sia eterosessuale".

"Il problema – ha replicato Grillini - è che siamo di fronte alla solita destra bacchettona che drizza le antenne ed imbraccia il mitra ogniqualvolta sente parlare di diritti civili. La destra ha vinto - conclude Grillini - quindi deve occuparsi anche dei temi sostenuti da manifestazioni come il Gay Pride".

Più morbida di Alemanno la collega di coalizione e sindaca di Milano Letizia Moratti, che a proposito del Gay Pride in programma il 7 giugno nel capoluogo lombardo, ha detto di avere “un grande rispetto per la comunità omosessuale – ha spiegato – perché non è diversa dalle altre e va rispettata proprio perché non è diversa".

Bus in affanno

Wed, 05/07/2008 - 10:00

Il trasporto pubblico perde terreno a vantaggio delle due ruote nelle grandi citta' italiane e viene bocciato dagli utenti che, nel 2007 per la prima volta, lo hanno giudicato insufficiente.  E' quanto emerso nel quinto rapporto sulla mobilita' urbana, realizzato dall'Isfort in collaborazione con ASSTRA, l’associazione delle aziende pubbliche di trasporto, e presentato questa mattina a Genova.

Il rapporto disegna il quadro dei comportamenti e delle valutazioni dei cittadini verso la mobilita' e il trasporto nel biennio 2006-2007. Ne e' emerso che l'81% degli spostamenti e' fatto in automobile (-1,8% rispetto al 2006), l'11,5% con i mezzi pubblici (+1,5 rispetto al 2006), il 7,6% in moto (+0,4%  rispetto al 2006). Tuttavia nelle citta' con oltre 250 mila abitanti i mezzi pubblici hanno perso terreno a vantaggio delle moto: la quota di spostamenti con mezzi collettivi e' passata infatti dal 29,3% del 2006 al 27,7% del 2007 (-1,6%) mentre motocicli e ciclomotori sono passati dal 10,6% all'11,9% (+1,3%). 

L'indagine ha riguardato anche la percezione della qualita' del servizio del trasporto pubblico locale: il voto medio, da 1 a 10, e' risultato inferiore al 6 per gli autobus, mentre si sono piazzati meglio metropolitane e altri mezzi di trasporto. 

Viva le bandiere blu

Wed, 05/07/2008 - 10:00

Sono 215 le spiagge in buona salute dal punto di vista della qualità delle acque, per i servizi offerti  e per la gestione dei rifiuti. Quest'anno le Bandiere Blu, il vessillo che premia il mare doc, hanno sfondato quota 104, otto in piu' rispetto alle 96 localita' premiate lo scorso anno e le 90 del 2006. Riconoscimento anche a 56 approdi turistici, due in piu' rispetto ai 54 dello scorso anno e ai 52 del 2006. I 104 Comuni italiani che hanno ottenuto la bandiera blu sono rappresentati appunto da 215 spiagge, circa il 10% delle spiagge premiate a livello internazionale.

A livello  del bacino del Mediterraneo, l'Italia si colloca in ottima posizione fra le prime dieci in graduatoria. Le Bandiere Blu 2008 sono state assegnate dalla Fee (la Fondazione per l'educazione ambientale) in collaborazione con Cobat (Consorzio Obbligatorio per la raccolta delle batterie esauste) ai comuni rivieraschi e agli approdi turistici e presentate questa mattina a Roma, nel corso della cerimonia di premiazione.  In linea generale, il sud recupera: ''Sulle 18 localita' non presenti l'anno scorso, ben 13 provengono dalle Regioni del centro-sud. Risultato che segue un'attivita' di sensibilizzazione operata nel corso dell'anno proprio nei  confronti di quell'area geografica'', ha detto Carla Creo dell'Enea, operatrice nazionale del Programma.

Male invece i laghi che perdono due localita', una in Lombardia, che scompare come regione, e una in Piemonte che resta con Cannero Riviera. A livello regionale il primato 2008, con 15 bandiere, spetta ancora alla Toscana, quest'anno a pari merito con le Marche che conquistano tre bandiere (da 12 a 15). La Liguria arriva a 14 perde Spiagge Fornaci e Natarella di Savona ma guadagna Finale  Ligure e Noli) mentre l'Abruzzo ne acquista 2 ma ne perde una portandosi a 13.  Due in piu' per la Campania ora a quota 11 (dalle 9 del 2007).

Una in meno, invece, per l'Emilia Romagna che scende a 8; quindi una bandiera in piu' sia per la Puglia che per il Veneto che salgono a 5, cosi' come per la Sicilia, che arriva a 4, e per la Calabria che a quota 3 raggiunge il Lazio che viceversa ne perde una; il Friuli Venezia Giulia e il Molise riconfermano le 2 dell'anno scorso, raggiunte dalla Sardegna che ne conquista 1, per finire con Piemonte e Basilicata, con 1 sola Bandiera Blu. In sostanza, quindi, trend positivo per Marche, Liguria, Veneto e Abruzzo; bene anche alcune regioni meridionali, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna ma - afferma la Fee - ''i comuni, ad eccezione delle localita' vincitrici, dimostrano ancora troppo spesso una scarsa sensibilita' ambientale''.

''Sviluppare il turismo salvaguardando l'ambiente - ha detto Claudio Mazza, Segretario Generale della Fee Italia - e' la sfida che la Bandiera Blu lancia ai tanti comuni turistici lungo le nostre coste''.  Bandiere Blu 2008 vede inoltre l'avvio di una importante collaborazione tra la Fee e il Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera. In particolare le Capitanerie daranno il loro supporto all'iniziativa nella fase di controllo sul territorio durante il periodo estivo. Sempre meglio anche il fronte dei porti turistici: 56 riconoscimenti. E da qui parte un appello: mai buttare le batterie usate in acqua.

''La nautica rappresenta per il Cobat - ha detto Giancarlo Morandi Presidente del Consorzio obbligatorio per la raccolta delle batterie esauste - un settore di sempre maggiore impegno della propria attivita'. Disfarsi di una batteria al piombo di un'imbarcazione gettandola in mare e' un gesto insensato che dura un attimo ma provoca danni irreparabili''.

Il biofuel ci aiuta

Tue, 05/06/2008 - 10:00

L'Unione Produttori Biodiesel (Upb), aderente a Confindustria, risponde all'allarme lanciato dal consigliere delle Nazioni Unite Jeffrey Sachs sui biocombustibili, spiegando che il loro impatto e' poco influente sull'attuale ''situazione di scarsita' alimentare''.

L' Unione afferma in una nota che ''la superficie coltivabile a livello mondiale destinata a biodiesel e' inferiore all'1% delle coltivazioni'' secondo quanto risulta dai dati pubblicati da Toepfer International, societa' per il commercio agricolo internazionale. Nel 2007 - spiega il documento - la produzione mondiale di cereali e' stata di 2,423 miliardi di tonnellate, di cui 406 milioni di semi oleosi, con una superficie complessivamente impegnata di 762 milioni di ettari, di cui solo 6 milioni destinati a colture per biodiesel.

''Questi numeri parlano da soli - afferma Maria Rosaria Di Somma, direttore generale di Upb - e bisogna sfatare il mito che il biodiesel sia in alcun modo responsabile della crisi alimentare, provocata invece da altri fattori quali l'andamento climatico sfavorevole, la riduzione degli stock cerealicoli e i mutamenti nelle abitudini alimentari in Cina e India''.

Quanto ai giganti asiatici, secondo Di Somma, che cita l'Agenzia Internazionale dell' Energia, ''insieme ai paesi del Medio Oriente incidono per l'80% nella crescita dei consumi di combustibili fossili, facendo aumentare il costo del petrolio e mettendo in difficolta' le riserve dei paesi produttori''.

Dunque ''i biocarburanti rappresentano l'unica vera alternativa, sia in termini di riduzione della dipendenza dal petrolio sia in termini di benefici ambientali'', dato che il biodiesel e' ''un prodotto di origine vegetale, quindi totalmente biodegradabile, e in caso di dispersione accidentale non inquina ne' suoli ne' acque ed e' l'unico carburante che non contribuisce all'aumento di anidride carbonica nell'atmosfera, perche' la sua combustione produce un'emissione di Co2 in quantita' uguale a quella che assorbono le piante impiegate per la sua produzione''.